Musica e dintorni – Gianluigi Cavaliere canta Léo Ferré- Il tuo Stile

Le grida della strada
I passanti i negozi
Dove come in un insulto
Ti vai a rispecchiare
Tra gioielli da poco
E biancheria da niente
Ombre
In occhi di donna
Che ti vedono passare
Tutti questi rumori
Dentro i quali ti immergi
Nei quali ti esilio
Per amarti da lontano
In un gioco sottile
Questi trucchi un po’ pazzi
Tutto questo è il tuo stile
Il tuo stile il tuo culo
Il tuo culo il tuo culo
E la mia legge a cui ti pieghi
Maledetta
A quel fuoco che accende
Ogni mia sigaretta
E l’amore in ginocchio
Non conosce stallo
Il tuo stile il tuo culo
Il tuo culo il tuo culo
I porti nella notte
Quel figlio che vorremmo
E non vogliamo più’
A un tuo minimo segno
Quando noi mescoliamo
Nel fondo del tuo bene
Sangue della mia uva
A vino della tua vigna
Tutto questo riappare
Come in nostra memoria
Dentro i mondi perduti
Dell’anno ottantamila
Quando non ci saremo e
Torneremo a nascere
Questi trucchi un po’ folli
Tutto questo è il tuo stile
Il tuo stile il tuo culo
Il tuo culo il tuo culo
Il tuo diritto
Quanto diritto al tuo stile
E il gioco dell’inferno
Giocato a testa o croce
E l’amore che tace
Quando non ha più voce
E il tuo stile il tuo culo
Il tuo culo il tuo culo
Chi vuol saper troppo
Non conosce più niente
Di te mi piace ciò’
Che posso immaginare
Inseguendo nell’aria
I contorni di un gesto
La tua bocca inventata
Al di là del volgare
Per le strade di notte
Il mio viso gelato
Quando non riconosci di me
Che un certo stile
Quando rendo me stesso
Un altro immaginato
Questi trucchi imprudenti
Tutto questo è il tuo stile
Il tuo culo il tuo culo
Il tuo culo
E la tua legge a cui mi piego
Maledetta
La cenere perduta di
Ogni mia sigaretta
E l’amore che spegne
I suoi fuochi e muore
Il tuo cuore il tuo cuore
Il tuo stile il tuo cuore
Il tuo stile
Il tuo cuore

 

Musica e dintorni – Léo ferré – Tu non dici mai niente

Io vedo il mondo come qualcosa d’incredibile
L’incredibile è cio che non si può vedere
Fiori nelle matite Debussy sulla sabbia
in una sconosciuta località di mare
ragazze dentro il ferro in fondo all’abitudine
minatori che scavano nella loro apatia
reggiseni per gatti e degli industriali
che lavorano per gli operai della Fiat
Io vivo altrove dentro la quarta dimensione
dove è messa in fumetti la relatività
Vieni da me che sono la quercia ed il domani
vieni da me c’è un fuoco che ti riscalderà
Io volo per la pelle in cieli di miseria
io sono un vecchio Boeing dell’anno ottantanove
porto il fiore tra i denti verso l’ultima guerra
con macchine da scrivere dalle uniformi nuove
Io vedo pianoforti su ventri di ragazze
ed in occhi di bimba la stereofonia
uno scimpanzè di ghiaccio che canta la mia musica
dolcemente con me e tu non parli mai

Tu non dici mai niente tu non dici mai niente
Qualche volta tu piangi come piangon le bestie
Che non sanno il perchè e non dicono niente
Come te l’occhio altrove nel farmi le feste

Io vedo moltitudini nel tuo ventre deserto
Io sono l’indomani il mio domani sei tu
Io vedo denudarsi fidanzati perduti
alla tua voce lieve ogni notte di più
Tiepidi odori sopra marciapiedi di sogno
nel mio letto d’asfalto dentro a questa città
Sopra di me lo scorrere di ragazze e di spugne
che trasudano il succo di questa folle età
Io vivo altrove dentro la dimensione ics
e osservo il mondo da una feritoia
Io sono il sempre il mai sono la ics
della formula dell’amore e della noia
Io vedo tramvai blu su rotaie di pianto
paraventi cinesi sotto il vento del nord
oggetti senza oggetto e finestre d’artisti
da cui escono il sole il genio e la morte
Aspetta vedo ancora una stella smarrita
che ti viene a trovare e ti parla di me
la conosco da tempo vive alla porta accanto
ma la sua luce è illusoria come te

E non mi dici niente tu non dici mai niente
ma splendi nel mio cuore come splende una stella
coi suoi fuochi perduti in sentieri lontani
Tu non dici mai niente proprio come una stella

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Musica e dintorni–Cristiano De André – Dietro la porta (Ivano Fossati – Cristiano De André)

Dietro la porta di casa mia
Ho notizie arrivate da molto lontano
Dietro la porta di casa mia
Ho un amore che tengo, che tengo a portata di mano
Ho pensieri importanti parcheggiati in un angolo
Aspettano me
Ho parole scadenti perdenti vicino a me
Dietro la porta di casa mia
C’è la polvere dei miei ritorni della mia strada
C’è l’ombra della mia anima
Sempre attenta ovunque vada
C’è un tempo preciso un momento anche per te
Dietro la porta di casa cosa c’è
Ci sono novità ci sono notti
Che per niente al mondo cambierei
Ci sono novità e tutto quello che ci porterà
Questo vivere appesi coi denti
Per una faccia migliore
Questo vivere fuori dai tempi
Aspettando per ore
Ci sono novità ci sono notti
Che per niente al mondo perderrei
Ci sono novità e tutto quello che ci porterà
Questo gran consumarsi di mani
Giocando carte migliori
Questo leggere sempre le mani
E cercarne i colori
Dietro la porta di casa mia
Ho un tappeto di tutte le stelle del cielo
E i tuoi occhi segretamente nascosti
Rinchiusi per me
C’è un leggero passo di vento che qui non c’è
Vedessi di notte quando danza per me
Ci sono novità ci sono notti
Che per niente al mondo cambierei
Ci sono novità e tutto quello che
Ci porterà
Questo stare leggeri e presenti
Cantando fuori dal coro
Queste voci poco distanti fuori dal coro
Ci sono novità, ci sono notti
Che per niente al mondo perderei
E la curiosità e tutto quello che ci porterà
Ad aprire la porta ad ogni novità
Consumandone poco per volta
Per quello che verrà
Per quello che verrà
Per quello che verrà

Musica e dintorni-Mario Biondi – Rivederti.

Veri chiari e limpidi
I ricordi che mi legano
Ad un passato vissuto ormai
Resta forte impresso
Fra le pieghe del mio cuore
Ciò che era noi
Entra se vuoi
Ma non pensare a niente, vieni
Resta se puoi
Ma non fingiamo sia per sempre
Ora semmai
Viviamo oggi nel presente, vuoi?
Averti qui
Ha il sapore dell’eternità
Pensa come è strano qui a tenerci per la mano
Viene lento un sorriso
E il sole filtra fra I capelli tuoi
E brilla dentro un prisma
Che mi abbaglia e mi colora di ambra e gioia
Veri chiari e limpidi
I ricordi che mi legano
A quel passato vissuto, mai
Resta fisso e immobile
Lo sguardo tuo che parla e sogna ora di noi
E intanto fuori piove
Entra se vuoi ma non pensare a niente, credi
Resta se puoi ma non fingiamo sia per sempre
Ora semmai viviamo oggi nel presente, vuoi?
Entra se vuoi ma non pensare a niente, vola, ah
Entra se vuoi, ma non portare via niente, di noi.

 

 

Musica e dintorni [Fabrizio De André- Cristiano De André] Cose che dimentico

L`undici Gennaio di 20 anni fa ci lasciava Fabrizio De André. È una orfanità che si rinnova.

 

 

Il video è di pessima qualità, ma io l’ho scelto, perché non inseguo la perfezione; miei i refusi al vaglio di correttori di bozze.  Ma cosa importa!!! Godetevi questo padre e questo figlio che alla vigilia di un dolore assai più grande, quello della malattia e dell’estremo saluto, cantavano la perdita di un amico

Ciao Faber, sei sempre nel mio cuore