Gerla d`ortiche.

 

 

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Nel sobbalzo epocale
spersero lo sfalcio della stagione buona;portatrici carniche
fino in prima linea.
Poi fiori da deporre,
medaglie da appuntare .

Ma intanto dimmi:
come sono morta ancora?
Lungo un canale, nuda,
fra mura domestiche
divenute arsenali di vendetta
o forse franando
nello strazio del restare,
comunque restare?

Dammi un sillabario vergine
su cui riscrivere don- na
libera dalla genia della colpa,
dai chiodi di dovere.

Sono Ishshah derivata dal fianco che mi volle schiava,condannata a nascondere desideri in seno.

Invano sollevo il velo del rito che ci unì; ho una gerla d’ortiche sulla schiena, ma nelle mani, per te, Ish,
uomo mio, ho sempre un fiore.

Anna

 

 

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Polena

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Nuda agli approdi,
fronte prodiera
tra due infiniti blu.

Esule tronco,
muto di canti di fronde e nidi,
orfano della terra che lo nutrì.

Immobile simula sull’acqua passi scalzi,
carezze tra varchi d’azzurro,
danza di fianchi e ventre
senza consegna,
di figlia mai nata al mondo.

L’ombra dei velacci
è il suo sol riparo
dal tremore di derive.
.
Va lungo sfide d’acqua
e il corpo va sognando,
si bagna fino al buio
poi offre i seni tesi
alla luce dell`alba.

Polena sui marosi
di tutti i mari,
sotto tempeste di desideri.

Anna.