L’indicibile.

Quando dici l’indicibile, non sono parole mai dette, ma lo spazio che lasci, per farmi stare dentro tutta, farmi a lungo di carezze contravvenendo alle mani che mancano.

Anna

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Nuda così

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E’ mostrar la grazia
che non esibisce ;in similitudine di voli leggeri di ampiezza e profondità.

Per te sarò nuda così,
come il trasparire dell’aria.

Ad entrarti negli occhi,
piano, senza fretta,
maggiormente nel cuore.

Anna

Sei (A lucio) Lasciai di Giugno_ su binari roventi, l’estate ferma. ( 25 giugno : era di sabato. Quattro giorni dopo…..) Ma sai tornarmi là dove ti penso.

 

Sei nel ricordo dell’ultima tua voce,
nelle parole che leggo,
mentre conversano di promesse
lungo un verbo rimasto appeso
all’estremo tuo respiro.

Sei in tutto ciò che ho immaginato compiersi:
nell’accanto del giorno dopo giorno,
nelle intenzioni che non si esauriscono
nel fiato spento.

Sei negli occhi, mentre mi sorridi,
mentre mi guardi, mentre mi baci i silenzi;
così: a dirci tanto, il tutto di noi,
a coglierci sulle labbra unite
d’abbandoni.

Sei nel prima che il treno fischiasse
l’esatta partenza
e chiudesse le porte sul nostro domani.

Sei la carezza che mi torna
se, in questa feroce estate d’arsura e seti,
s’alza un alito e mi sfiora.

Ora che il ricordo ti ricama un volto di luce
e il silenzio, nella pelle sola, mi ricuce,
ora che una nostalgia abbottona notti
a giorni senza te,
sei dove mi ritorni, dove nascono le parole
e se le scrivo mi rimani.

Per un ascolto altro,
oltre l’inchiostro, oltre queste mani
che non ti avranno più, ma ti sanno.

Anna .

A Lorella il mio grazie

Forse. (A Lucio) : «”Avevo un desiderio grande come il mare… e ci sto volando sopra come se quello spazio fosse da sempre anche la mia casa. Per una volta vorrei atterrare sulle onde e scacciare le paure, so che si può. …lo devo alla fiducia rimastami nel cuore …ed anche a te”Questo mi scrisse pochi giorni prima che lo cogliesse la morte. Ali di fiducia troppo grandi non hanno trovato la misura per dispiegarsi verso una piccola sponda d’amore grande.»

 

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Forse eri un angelo aggrappato ai tendini,
forzato alla carne.

Se no, non mi spiego
quella sete d’aria e di luce,
quella malinconia infinita
con gli occhi ai tramonti.

Sostavi sotto volte di calda amicizia,
restavi per le mani di tua madre
che profumavano
di marmellate e pane buono,
per gli occhi di tuo padre,
spersi nella paura.

E in ogni stanza
aprivi un sole di speranza
per quel poco che è,
l’autunno di chi invecchia.

Ai piedi di ogni gesto
scivolava la nostaglia
di cari affetti
ed un esilio forzato
dentro gli occhi a lacrimare.

Forse eri un angelo anche per me
ed ali di fiducia troppo grandi
non hanno trovato la misura
per dispiegarsi verso una piccola sponda
d’amore grande.

Forse eri un angelo, amore mio,
e gli angeli sono passaggi di vento
leggero come una carezza
che rimane dentro
con una nostalgia di mani
a non poterle più stringere.

Anna

Dimmi (A Lucio)

 

 

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Ora sei anche tu nel sempiterno stare,
nel novero di anime in folate di nostalgia
per la carne che manca alla stretta degli abbracci.

Risucchiato d’infinito
e l’aporia che preme nel sentirti accanto.

Come sentirti, ormai,
se non veicolando nubi in cuori,
albe in sorrisi,
refoli in fonìe senza epifanìe?

Quel mercoledì di Giugno
il sole si ferì sul parabrezza
e schegge inamovibili
segnarono la scissione,
mentre deglutivi il buio
fino alla luce.

Dimmi che non è stato un agguato,
ma una tentazione bianchissima
di un sole sconosciuto,
di un nuovo cielo che non fosse
questa grigia pastura
che non nutre più i sogni.

Anna.

Foto di Lucio che amava tanto il mare.

Un linguaggio colmo di bellezza

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Forse non riusciremo a dirci tutto
o il tutto non è che l’inesprimibile.

Mentre restiamo immobili a sfiorarci,
mentre ci guardiamo
e una dolcezza sale dentro i fiati
e vibrano i polsi
lungo le membrane della notte.

Mentre mi trovi sulle labbra
e smarrisci il respiro
nella saliva del tempo solo nostro.

Ore a cercarci
nel nostro esiguo spazio
danzando i silenzi nell’unione
anticipando l’aria che di noi vibra.

Dietro le corde della voce,
altri suoni,
un linguaggio colmo di bellezza
a rifondare la parola.

E forse non riusciremo a dirci tutto,
ma al centro dei respiri ci siamo noi.

Anche quando, calmi,
affonderanno nel sonno uguale
sul polso lieve dell’appagata notte
fino a domani.

Anna.