I am vertical.

Sto  dritto.

Preferirei più stare  sulla Terra Ferma.
Io non sono una siepe con radici che corrono  Sotto terra , succhiando acqua di pozzo artesiano
con derivati ​​minerali e scoli di cimitero-
così che ogni primavera io possa brillare come verde foglia ;
Neppure sono l’incarnazione di un giardino arato che attiri la
giusta dose di larve e cornacchie,
sapendo che non sono perpetuo.
Rispetto a me, una siepe è immortale,
e un ortaggio è più tozzo, ma più meritevole,
insisto per avere una lunga vita e il suo portamento

Questa notte, nel riverbero della luce vicina,
La siepe si è addormentata
Nonostante tutto, io sto in piedi su questa scala di legno con starnuti e  colpi di tosse
Sono in uno stato pietoso,ma nessuno sembra accorgersene.
Tra un brivido e l’altro sogno un bel letto caldo,
Qui fuori, al freddo, dormire è alquanto difficile,
somiglio piuttosto a un grosso procione con le borse sotto gli occhi;
Sto quasi per perdere coscienza
Non è naturale, per me, stare dritto su una scala alle tre meno un quarto del pomeriggio.
Ho persino cominciato a parlare con un gufo celeste.
Quindi,per l’amor del cielo,qualcuno venga a porgermi un lazo!

Lance Sheridan

I would much rather be on Terra firma.
I am not a hedge with my roots running hither
In earthen soil, sucking up Artesian well water
With mineral derivatives and cemetery remnants—
So that each Spring I may gleam as a green leaf;
Nor am I the embodiment of a garden plowed
Attracting my fair share of grubs and crows,
Knowing I must soon unpetal.
Compared with me, a hedge is immortal,
And a vegetable-head’s shorter but more deserving,
I do insist on having one’s long life and the other’s bearing.

This night, in the infinitesimal bright of the neighbor’s light,
The hedge has gone to sleep
Yet, I stand aloft on this wooden ladder strewing sniffles and a cough—
I look rather pitiful, but no one seems to notice.
In between shivers, I dream of a nice warm bed,
Out here, in the cold, sleeping is rather difficult,
I…

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Leaving early from the sea

Sfuggito al mare

Mare, sei stanza maleodorante di pesci.
Mi hai cacciato e ora sono seduto annoiato e solo.
Nella tue acque blu
valve del colore del budino nero e vasi assortiti di sgombro e aringa.
Ti dimenticherò , sentendo conchiglie vuote sorseggiare aria, gusci di granchi come ubriachi.
Le onde si inchinano ai loro ammiratori— dune di sabbia e stole d’erba; odori pungolano nostalgie.
Ieri sera ho allontanato spettri d’alta marea, tu hai cercato di annegarmi. Ascolta, non sono più il tuo inquilino.
Cercati un altro per sporcare le sue tasche con la lingua dei pesci.
Si, sarà sempre battere le dita nervose sul piano della scrivania con sopra ganci e linee e platina.

Lance Sheridan

Sea, your room is lousy with fish.
You kicked me out and now I sit bored
And lonely. In your blue water interior
Mussels the color of black pudding
And assorted pots of mackerel and herring.
I will forget you, hearing abandoned shells
Sipping for air, goblets of crabs like drunkards.
The waves bowing down to their admirers—
Sand dunes and mobs of grasses;
My nostrils prickle with nostalgia.
I gave up the ghost last night at high tide,
You tried to drown me. Listen, I am no
Longer your tenant. And yet, you seek another
To litter their pockets with the tongues of fish.
You will always be tapping your nervous fingers
On the bureau lid of hooks and lines and sinkers.

Copyright © 06/29/2019 lance sheridan®

Leaving early from the sea

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A long love

Un lungo amore

L’amore è necessario
per superare solitudini;
Un chiaro accordo sulla carta per colmare
voragini – quelle nel cuore,
rese ancor più profonde
dal protrarsi del vuoto per un lungo tempo.

Vuole dirlo,non lo dice, non piangere, cerca di capire
ciò che vuole dire;
nessuno può saperlo
Ma è così.
A volte si aspetta.
Non c’è pretesa,solo speranza.

Un anello come promessa è a conferma della scelta
E non venirne meno,
Mostra che non è stato per errore.
Un impegno è un impegno e non si limita al letto
La consapevolezza,la leggerezza stessa,
il voler desiderare,
Lo stesso splendore sono necessari

Un percorso d’amore, un unica salita, lo stesso passo,
l’innocenza,il clamore e la grazia
Nulla di imposto,
nulla in cui rassegnarsi .
Tutto per un dono inossidabile senza nastro.

Copyright © 07/06/2019 lance sherida

Lance Sheridan

Love is handily made of what is necessary
To replace a loneliness;
A plainly made agreement on paper to stop
The holes- the one in the heart,
The one for a singular arrangement established
By a length of emptiness.

Did she mean, did he say, you do not cry,
Tell lightly what you meant;
All of which nobody not you knew.
But it is so. Once in a while you wait.
There is no search, but there is hope.

A circle of a ring and a chance for pleasure
And not getting tired of it,
It shows there is no mistake.
A commitment is a commitment and does
Not connect under a bed.
The sight of a reason, the same sight slighter,
The intention to wishing,
The same splendor is a necessity needed.

A method of love, a single climb to a system,
Lily white with a noise and a…

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Per un con-dono azzurrissimo di cielo.

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Sempre mi insisto
– teso l’orecchio –
fra il lemma cripto e l’altro che s’apre
e, presto, si richiude.

C’è un punto d’ascolto sotto un sigillo di neve, una corruzione di gioia fra le crepe del dolore.

Ecco: che ne sai, poeta,
di com’ io, poi, affondi
le mani
per liberare steli dissanguati e abrasi,
ché vibrino nel respiro di tutti,
nel respiro del mondo
in cui sciama,
silenziosa,la speranza.?

Se scrivi una plaquette,
sia esemplare l’umana pietà;
per ogni anima smagrita, esangue,
sopra la neve precipitata soffia una parola calda di disgelo,
per un con-dono,
ancora,
per un varco azzurrissimo di cielo.

Da accese latitudini (a quattro mani con Anna Leone)

❤️

almerighi

So di te, mi attraversi
come, da larghe sere,
una radianza,
nel catino di rose,
il verde fluttuante di foglie riflesse.

Carezzi gli specchi nell’esatto rimando,
collimano i polsi, fecondi i palmi,
trasudano scoscese tenerezze,
dell’essere tuo, in infiniti abbracci,
pur da queste accese latitudini.

So di un giorno in cui
il mio cuore batterà sul tuo;
niente, più della pelle,
li dividerà.

So, le sterminate previsioni
chiedere luogo e tempo,
ma tu già sei il mio tempo,
la mia dimora.

il blog di Anna Leone:
https://vocisottili.wordpress.com/

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La luna ruota nelle sue notti di sonno

Cercò di dormire per baciare il sogno,fermò il tempo degli orologi , con l’occhio addormentato, Spostò pianeti, la luna rotante
Così, con l’orsacchiotto, volò in cielo e toccò la polvere di stelle come ali d’angelo.
.
Fuggì dall’orbita di sua madre che pianse,
fuggì dalle luci della notte, dalle sue ombre spettrali,
da una costa nuvolosa, salì sul crepuscolo.
Lasciati indietro i suoi fratelli, al sicuro e al caldo prese il verricello , vagò nella nebbia notturna

Dolcemente,
silenziosamente addormentato, a pochi pollici
dai sogni, i ditali al buio rintracciaono il filo fiabesco, le iarde della pioggia bianca di latte e il vento rosso astuto.
Le favole di ieri. gnomi saltellanti e draghi neri.
Così profondamente addormentato nel moto della luna.

Lance Sheridan

She tried to sleep to kiss the dream,
Let fall the clocking time, the slumber eye,
Shifting planets, the wheeling moon.
So, with teddy bear, they flew the sky
And touched the stardust like angel wings.

She fled her mother’s eye who wept,
Fled the nightlight, its ghostly shadows,
On a cloud coast, she climbed the twilight.
Left behind her siblings under blanket and thatch
Caught the windlass winch, the night mist ride.

Softly, silently falling asleep, the inches into dreams,
The quiet dark thimbles, she knows the fairy tale thread,
Yards of the milk white rain, and sly red wind. The fables
Of yore. Leaping gnomes, and the black backed dragons
So deeply sleeping a way in the C-moon wheeling.

Copyright © 08/22/2016 lance sheridan®

WP poem

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Gioielli Rubati 46: Yves Bergeret – Bruno Navoni – Giovanni Baldaccini – Anna Leone – Stefanie Golisch – Lapoetessarossa – Mariangela Ruggiu – Roberta Panizza.

almerighi

CANTO DI BANCHISA

Gelide sono le acque.
Un uomo, solo nel suo kayak,
a caccia di foche, a pesca
pagaia tra muraglie di ghiaccio galleggianti.
Una parete incolore è l’omicidio,
un’altra il razzismo, un’altra l’odio,
un’altra è il moncone residuo
della lingua strappata dalla bocca
di un qualche eroe fondatore
diventato un incomprensibile balbuziente.

Il solitario in kayak deve vogare con grande fermezza.
Venti e correnti spingono gli uni contro gli altri
gli iceberg. Tutto ciò che naviga tra di loro
può essere annientato.
Dieci anni fa, l’uomo solo nel suo kayak
ha perso una gamba, maciullata,
divorata dai narvali.

No, non è lui, il solitario nel suo kayak,
ad aver perso la lingua.
Sì, è un uomo con una gamba sola.
Sì, nel vento che lo sovrasta
galleggia la sua testa, faro nell’imprevedibile,
tiepida nella tormenta di neve.

Egli vede la sua testa fluttuare lassù,
tendere gonfia ancora più…

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Lei è una piccola isola

I suoi occhi sono opere di assoluta bellezza.
Sono  intrisi del colore del mare,
Un soave liquido riflesso di lino blu

Luminosa, va scivolando tra onde lungo un cuneo di pozze di marea; calda, curvando le mani accanto a una spiaggia tempestata di

Pietre, conchiglie,
orme di uccelli marini,
da che Tide sì ritratta
in trance vorticosa;
incessantemente mutevole  sotterranea scorre.

Un secchiello , mezzo  pieno –
reminiscenza remota di un bambino che raccolse la sabbia;
Nuvole, teste galleggianti vicino; l’orizzonte
Non così lontano da non potervi custodire un sogno.

Copyright © 25/06/2019 lance sheridan®

 

Lance Sheridan

Her eyes are absolutely beautiful things.
They are filled with the color of the sea,
A gentle pulse of blue linen water

Bright, slipping between waves into a
Corridor of tidal pools; warm, with
Curving hands near a bundled shore of

Stones, shells, footprints of seabirds,
Tide’s departure in a whirling trance;
Forever and forever shifting, flowing in

A mason jar, only quite not everything- the
Brief scent of a child’s memory gathering sand;
Overhead clouds floating by; the horizon
Not too far off to accommodate a dream.

Copyright © 06/25/2019 lance sheridan®

She is a small island

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Giornata di vigilia

almerighi

Giornata di vigilia,
obblighi di pane e mattina
sorridendo, suoni d’argento.
Manchino pure le rondini,
sono distanti anch’esse,
ma ci sei tu.

Amore non è plenilunio rosa,
tranne giornate come questa,
in eccesso d’iperboli
a definire bellezza, oltre l’oggi
altro futuro.

Quando mi racconti la tua vita,
io la mia,
libellula sudata,
vibrano le ali
sul mio cuore.

Ci si incontra e scontra
sui condizionali,
nei caffè con poco zucchero.
Ti voglio con semplicità,
sono seduto, scrivo.
Penso a te.

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