Fino alla scommessa del dire

 

Erica_arborea_12In questa smisurata landa
brughi di altezze minime,
quanto basta per sporgersi
in convito d’Erica,
ma in tetrameri i calici
di parole

Quelle plausibili, almeno,
che rinfranchino
per il sempre verde,
il non caduco aghiforme
a spillare senso.

Tagli che affettano
il silenzio
in ipotesi di agnizione,
sempre in ritardo sul dolore.

Antinomie alfabetiche
in pretesa di ragioni,
riverberi di fonemi
imbrigliati in una rima.

Io amo la voce sobria,
non concrezione,
ma frizzo che sale
lungo steli d’esistenza,
con sempre nuove deroghe
su vibranti sinapsi e percezioni,
fino alla scommessa
del dire.

Nella muta sterpaglia
nominare ciò che si fa visione,
dove un fiore, dove il sole
dove ogni cosa
si tramuta,
perché la dico altro.

Per una commozione
che sale,
il fiato che spinge, sconosciuto,
la parola viva nella bocca,
fino al balzo fuori
a farsi voce.

Anna

11 Replies to “Fino alla scommessa del dire”

      1. No 😊 è successo che avevo disattivato i commenti perché non ero attiva. Mi segnalava un commento, ma non lo vedovo, allora ho controllato in spam. Comunque resistiamo con o senza alcool, dobbiamo uscirne fuori. Grazie, barman 😊.

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  1. c’è tutto il sapore della natura, dello splendore delle nostre montagne, in questi versi di eccelsa bellezza. Si percepisce il profumo che nasce da questi attimi, si respira il piacere di una camminata nel respiro di una nascente primavera…
    Complimenti, una composizione da applauso!!!

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