Radici (A Michele)

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Io e Michele (1962)

 

Tutte le parole che hai imparato,
ora, non le riconosci,
se ti parlo e non rispondi,
se ti chiamo in sogno e non vieni

Muove silenzio lo sperpero, ma, ancora, l’orecchio
non Γ¨ allenato agli immani alfabeti dei morti.

Vienimi, se puoi,
dimmelo, come sai,
che hai spalancato radici all’unico Cielo possibile,
ma una, per attestata osmosi,
ti travasa ancora.

Come quando, a fianco,
una inconsapevole
consapevolezza.

Anna

 

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