L’ombra della luce (Franco Battiato)

 

 

 

Della resa concordata.

 

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Se fosse plausibile assoggettare vita, chiedere di rinunciare a molto per generose amputazioni,  sarei venuta meno a quell`impegno di cautela che, alla lunga, lascia soli.

L’amore, si sa, si adorna di varianti necessarie e si complica, man, mano di interpunzioni, più segni retorici; maniera antica e sbrigativa per  non lasciare scampo.

Lo ripeto a me stessa, mentre mi  appare nitido l’inopportuno dolore alimentato dalla resa concordata.

La sedia vuota, ammainata sulla riva,  già attende nuovi arcobaleni.

Anna.

 

Orgoglio e prevalenze.

 

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Di quando lei apparve come un sogno e, come un sogno, svanì sull`orlo roso del portacenere, nella  neve rafferma sulla piazza.

E lui diceva: torna, vedi se puoi scavare una lingua di terra cortese fra il gelo della neve precipitata.

Vedi se puoi, straziando, incastonarvi, nel legame, semi nella ferita della terra smossa.

Ma ne fece una questione di centimetri più in là a scapito di una profonda altezza.

Bastò, da mane a sera, lo spazio per scansie di orgoglio e prevalenze.

Anna