Gerla d`ortiche.

 

 

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Nel sobbalzo epocale
spersero lo sfalcio della stagione buona;portatrici carniche
fino in prima linea.
Poi fiori da deporre,
medaglie da appuntare .

Ma intanto dimmi:
come sono morta ancora?
Lungo un canale, nuda,
fra mura domestiche
divenute arsenali di vendetta
o forse franando
nello strazio del restare,
comunque restare?

Dammi un sillabario vergine
su cui riscrivere don- na
libera dalla genia della colpa,
dai chiodi di dovere.

Sono Ishshah derivata dal fianco che mi volle schiava,condannata a nascondere desideri in seno.

Invano sollevo il velo del rito che ci unì; ho una gerla d’ortiche sulla schiena, ma nelle mani, per te, Ish,
uomo mio, ho sempre un fiore.

Anna

 

 

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Geometrie

 

La notte bussa ai vetri,
nell’ora deserta s’ascolta;
quasi tutto tace.

Una sirena taglia l’aria,
rotola un treno lungo i binari
un latrato uncina il glicine,
una luce calda è casa, dietro le tendine.

Poi gli occhi si impigliano
tra sciabolate lontane
e chiglie dondolanti
su fragili specchi .

Vado, nell’ora buia,
remando il silenzio;
ben conosco l’orizzonte,
ma insisto, dietro i vetri, in questa notte densa di lontananze.

E se, d’un tratto, s’alza
il vento,
mi arriva una voce
nel lieve fremito di mare,
un volto, in un batter di ciglia, agli occhi spersi.

Cresce nella notte la verità di un lume; al coraggio anche una sola luce
sa bastare.

Vado, nell’ora muta,
ridisegnando il silenzio, vanno nascendo nuove geometrie,
iperbole di sogni,
ellissi di speranza dentro.

Sono nell’ora dell’ultimo sbadiglio
ed è già domani.

Anna