Panegirico.

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È un ardire senza coraggio  il perseguire l’idea di imprimere nuovo stampo su cose nominate  innalzandole di statura.

Giurie, intanto,  cambiano le regole: qui si premia la perseveranza non la folle visione, la bianca intuizione, la pura possessione.

Il panegirico è intorno ai poeti; l’unico posseduto esce dalla disputa senza alloro.

 

Anna

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La raffica di voci .

 

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La raffica di voci è questo vento sulla costa cariata, vento che non si ferma e non penetra più del silenzio raccolto.

Silenzio dentro fende a fondo, è affanno impronunciato per troppa verità.

A te che distratto passi lo complico  di segni con veloci interpunzioni e ti lascio il ghirigoro di una domanda: quanto prossimo mi sei in tanta conconcordata enfasi ?

Anna

Poeti e poesia.

 

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Agostino Arrivabene, Profumo dello spirito, 2017 (dittico), olio su legno, cm 60×50

 

Che poi è patrimonio di parole succedute, fiato caldo sul collo, erranza d`occhi, voci  cospiranti presenza-assenza,

Il poeta, di lontano, risolve le dita e indica lo specchio del suo spaesamento per un frastornato assenso.

Anna.

La notte negli occhi ( Italo Bonassi )

 

La notte stava dentro i nostri occhi,
il mio e il tuo un unico respiro,
chilometri di cielo e nebulose
lassù, che illuminavano la strada
che obliquava tra di noi e le stelle
in una gaia sarabanda di grilli.
Noi si andava senza saper dove,
né come né perché, ma dovevamo,
forse si sognava o si era svegli,
o forse non si era neanche vivi
– morti no, i morti non camminano,
così dicono, ma mancano le prove.-

Era un respiro che ci totalizzava,
quello del buio trapuntato d’echi
di grilli e di luccichii di stelle,
era il Tutto dentro il nostro Nulla,
lo Spirito incarcerato nella carne.

Una chissà che spiritualità fisica,
con la mia bocca come un sacerdote
che recita il mea culpa alla mia anima,
e io, anima e corpo, sussurravo: Amen

https://italobonassi.wordpress.com

Nell’ orbita custodita.

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Il bianco e nero dei suoi capelli dicono persistenza e oltraggio fuori tempo.

Fedeli gli occhi, nell`orbita custodita, a tutto il cielo indagato, scalpitano se un blu s'apre d`infinito.

Anna.

Profusione.

 

 

Loro chiamano vetta una minima altura;
zigomi alti incontro a furori,
scompiglio di sensi a far tremare il labbro della commozione.
Ed io non posso non dire,
in questa comunanza di fiati,
l’attracco alle loro lingue,
la profusione di voci
in cui dimentico la mia.
Soffregata mia pena, solletico sulla ferita.
Come ora;  su alfabetiche dinastie bianco è il Natale se pur di sangue rappreso.
Anna

Sarà

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Sarà perché sguarnite lasciai le mani per troppa fioritura intorno al petto.

Sarà che lasciai la bocca spoglia di baci per troppe parole mal spese.

Sarà che lasciai parti di un discorso in simboli straziati.

Sarà che portammo a seguito solo metafore .

Anna

Parole.

 

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I fuochi crepitavano al tramonto, ci  trovammo, un mattino, prosciugati.

Prendemmo a consolarci perditEafflizioni.

Ora  chiedi alle mie mani di rivalutare il romanzo, di lasciare la rivolta e divagare .

Le parole; colombe prese a prestito sul ciarpame, per una riva di conforto.

Anna

 

ombre cinesi

Cipriano Gentilino

io e te ( chiunque tu sia )

siamo ombre sul telo

al gioco di luce pallida

nel teatro degli altri

le danze sono musiche

di violini senza corde

gli abbracci distanze

diffidenti senza baci

io e te ( ora so’ chi sei )

siamo follia

se spegni la luce

senti la mia carezza

e ti dirò chi sono

cipriano gentilino

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Altre voci (Alessandra Racca)

Dieci modi per assassinare una donna

Uno, non volerla morta
è stupido volerla morta
una cucina
una lavatrice
una culla
un aspirapolvere, uno straccio per la polvere
un farmaco
un oggetto con molti buchi, bella
un peluches
non si vuole morta una cosa utile
si usa
Due uccidi, sì, ma il tempo
uccidile il tempo per il pensiero
non dare valore al suo tempo
dilatalo e restringilo
sottrai il controllo del tempo
fa che viva per gli altri
lo deve donare
Tre, la paura, fa che abbia paura
descrivile la sua propria paura, dalle forma
che abbia paura di aver paura
Quattro, uccidile lo spazio
stringilo
definisci il suo spazio
definisci ovunque dove non può stare
restringi i suoi passi
Cinque, definisci il suo corpo
definisci vergognoso il sangue
ammutolisci i suoi orifizi
parla al posto loro
Sei, definisci la sua stupidità
definiscila stupida in quanto tale
definisci femminile = stupidità
allontana le parole parlate o scritte
definisci stupide le sue parole
Sette, isola
fa che sia
sola,
che, sola,
abbia paura
di essere sola
Otto, ingravida la giovinezza
umilia la vecchiaia
uccidi la donna ma non la madre
sposa la madre, stupra la donna
fa che odi la donna nell’altra donna
Nove, deve dipendere
fa che impari a dipendere
fa che dica alla figlia
che anche la figlia impari
Dieci, anche picchiando
sbattendo
ruotandole la testa
moltiplicando gli spigoli
i denti, cercando lo scricchiolio dell’osso
rompendo ma soprattutto nella mente
vinci la resistenza manovra
il meccanismo maldestro del cuore

 

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