Quando la parola si farà corpo e il corpo aprirà la bocca e pronuncerà la parola che l’ha creato, abbraccerò questo corpo e lo adagerò al mio fianco.(Hezi Leskli. )

sovrasenso bisbigliato

Cayetano DE ARQUER-BUIGAS by Catherine La Rose (9)

Vengo a celebrarmi le ferite
su snodi semantici
di parole non contigue
che mi disegnino la mappa.

Enjambement che separino
i termini con l’accapo
lasciando il soggetto appostato.

Quando ciò che vale
é quel che lo qualifica
o il verbo che lo agisce.

E allora mi dirò:
é tempo di una grammatica
vera.

E’ tempo di ripulire la parola
e se scrivo dolore
che sia a margine.

Come ogni cosa perfetta
che non ha bisogno di richiami
e non sa contaminarsi
per diventare altro.

Il dolore è;
sia privo di epifonema
il verso che lo cita.

Vengo per celebrarmi le ferite
e nella parola scarna
l’anafora che ribadisca il senso
e lo rafforzi.

E ancora mi dirò:
sarà questo scemare di tutte le cose,
tutte le cose che chiamo e non si voltano,
che mi trova ferma ad aspettare,
ad aspettare, sempre.

E un mondo, il mio,
caduto ai piedi

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Con mani ancora giunte

LATITUDINI E ALTRE PAROLE

Non ha sedimento il vetro
ai muri,
né alba piena la lacrima muta
quando piegata cade
derubata del tocco.

Al filo dell’indifferenza si muore,
nel vuoto dell’attesa
con mani ancora giunte.
Non esiste viaggio senza sponde:
dell’albume che nasconde l’anima,
al di là del mare,
sono sprovvisti gli arrivi.

Insieme all’orizzonte d’aria,
troppo lieve
per sostenere ancora un peso,
corrono le ali del tempo
miste alle corse dei bambini,
quando aprono al cielo gli occhi.

Se anche l’eternità
perde l’equilibrio del cuore,
avvizzisce l’uomo insieme alle altezze
e scompare l’immenso
all’incedere sottile del freddo.

/Sono necessarie le foglie
per sentire la voce degli alberi.

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Forse. (A Lucio) : «”Avevo un desiderio grande come il mare… e ci sto volando sopra come se quello spazio fosse da sempre anche la mia casa. Per una volta vorrei atterrare sulle onde e scacciare le paure, so che si può. …lo devo alla fiducia rimastami nel cuore …ed anche a te”Questo mi scrisse pochi giorni prima che lo cogliesse la morte. Ali di fiducia troppo grandi non hanno trovato la misura per dispiegarsi verso una piccola sponda d’amore grande.»

sovrasenso bisbigliato

Lettera_aborto_vita_mamma_inseminazione

Forse eri un angelo aggrappato ai tendini,
forzato alla carne.

Se no, non mi spiego
quella sete d’aria e di luce,
quella malinconia infinita
con gli occhi ai tramonti.

Sostavi sotto volte di calda amicizia,
restavi per le mani di tua madre
che profumavano
di marmellate e pane buono,
per gli occhi di tuo padre,
spersi nella paura.

E in ogni stanza
aprivi un sole di speranza
per quel poco che è,
l’autunno di chi invecchia.

Ai piedi di ogni gesto
scivolava la nostaglia
di cari affetti
ed un esilio forzato
dentro gli occhi a lacrimare.

Forse eri un angelo anche per me
ed ali di fiducia troppo grandi
non hanno trovato la misura
per dispiegarsi verso una piccola sponda
d’amore grande.

Forse eri un angelo, amore mio,
e gli angeli sono passaggi di vento
leggero come una carezza
che rimane dentro
con una nostalgia di mani
a non poterle…

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Sono così (ma molto altro! Diciamo che l’ancor peggio di così lo tengo per me ed il meglio lo lascio dire, bontà loro)

 

 

 

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Sono così
ho tempi lunghi
e non ne vedo la fine,
ho gioie brevi in ogni inizio.
Qualcuno aspetta che lo chiami,
altri chiamano e non rispondo.
Ho l’alluce valgo;
mi indica direzioni opposte,
ma io mi ostino ad andare dritta,
perchè, tanto, tutte le strade portano
dove voglio andare,il più delle volte,
per non tornare.
Sono così
ho propositi tali , ma sfuggono ai fatti,
ho coerenze che m’inchiodano
alla croce dei no,
ho alibi che perfino quando esco di casa
potrei dire di non essere mai uscita,
perchè, del resto, nessuno se ne accorge.
Sono così
ho occhiali scuri anche quando piove;
non me la tiro da strana è che tutto mi stranisce
e cerco di non darlo a vedere,
come se neppure un cielo avverso
come se neppure, come se neppure…..
Sono così
ho tre figli sempre a credito,
non così il mio conto in banca
ho una gatta impertinente
e non so quante altre gatte da pelare.
Il marito non me lo sono perso,
ma gli anni miei più belli , quelli si.
Ho amori da dire come seti spente
e una sete d’amore sempre.
Sono così
scucita e poco incline a ricompormi
per un orgoglio atavico che mi deriva
da quell’essere stata gettata al mondo
senza preavviso.
Tutto quì!
E non è neppure poco.
Anna

Lucania (Antica nostalgia nella ferita dei sassi)

Pietrapertosa is one of the most dramatic towns in all of Italy: it’s carved into bare rock on the side of a mountain, and boasts an elevation of 3,500 feet above sea level. The town itself is beautiful, filled with ancient ruins and a ninth century Saracen castle—but the highlight of any visit is a ride on Il Volo dell'Angelo. It’s said to be the world’s highest zipline, and gives you an unbeatable aerial view over the entire town and its surroundings.
Pomeriggi assolati
sull’adusta campagna
e un’aria immobile,
supina sul largo silenzio.
 
A tratti,un impertinente zirlio
soltanto,
lungo un ozio di ore e sudori.
 
Ombre sui cortili
e panni ondeggianti sui fili
come drappi dismessi all’asta fiera,
a un vento leggero dimessi.
 
Eco, dai dirupi, di un tempo franato,
tonfo di cose perdute,
parole covate nella ferita dei sassi,
quel dolore atavico,
quella nostalgia antica.
Anna.

Se solo si alzasse un vento tale!

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Eppure sarebbe già abbastanza
bastarsi,
ritrovare la voce più vera
quando le ombre
son lunghe carezze
e mani buone a risalire
su un’altra stanchezza
lungo la fronte.
 
Bastarsi e rimanere
nel suono di una sillaba sola
e su tutti i quadranti del tempo
fermare le ore,
sciogliere, in un lento respiro,
quel pungolo che impedisce la gola.
 
Bastarsi e viaggiare
nel cuore su latitudini infinite.
 
Ma vado, nell`alba livida e tagliente,
con gerundi d’alibi stanchi.
 
Se solo si  alzasse un vento tale!
Andrei con imperativi di zelo
disertando tutti i luoghi comuni.
 
 
Anna.